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Una Europa con tanto tempo libero

E così dal giorno 24 novembre, per una delle ineffabili e imperscrutabili norme UE, vedi la continuazione ad oltranza della grande serie tragicomica “Lo vuole l’Europa”, dovranno scomparire dalle tavole dei ristoranti italiani, pardon europei, le oliere.

Non sto scherzando: lo vuole l’Europa. E il legislatore italiano, il grande maggiordomo di questa signora Europa, sempre più bizzarra, capricciosa e tiranna, che cosa ha appiccicato subito alla norma? La sanzione, ovviamente ! 8000 (ottomila avete letto bene) euro per il malcapitato ristoratore che non dovesse usare il tappo anti-rabbocco nelle bottiglie di olio e , magari, si azzardasse ad utilizzare quei primitivi utensili, chiamati oliere, così poco europei, così vetusti, così contrari alla modernità.

Il sospetto che in Europa abbiano molto tempo libero ci è venuto spesso. Perché per occuparsi del tappo anti-rabbocco e delle oliere, in tempi così drammatici di disoccupazione dilagante, di deflazione e di contrazione dell’economia, ci vuole tempo libero. Ci vogliono menti aperte, appunto poco impegnate: come dire, pronte a divagare un po’, a divertire e far divertire. E se non fosse per quel solito lugubre legislatore italiano, con quella sanzione evidentemente surreale e borbonica, viene veramente da ridere. Se fosse una commedia, sarebbe esilarante. Non lo è : è la realtà, è l’Europa, signori, l’Europa del 2014 !

Correva l’anno 1987. Ospite di una grande azienda di informatica, tenevo un corso presso un grande Hotel di Montecatini Terme. Dovendo stare tre giorni, proposi alla famiglia di spostarci tutti. Il mio primogenito, Michele, aveva meno di tre anni.Michele dimostrò subito che non aveva gradito questa trasferta repentina: semplicemente si rifiutava di mangiare.Il Direttore dell’hotel era un vero professionista dell’ospitalità. Onnipresente in tutte le situazioni, dirigeva l’hotel con una passione evidente per la cura e la massima soddisfazione del Cliente. Dopo avere consultato la mamma di Michele, decise che il giorno dopo avrebbe procacciato al locale mercato del pesce una sogliola per il piccolo Michele. Andò lui personalmente a comprarla e Michele la trovò nel suo piatto il giorno dopo.

C’era una specie di cerimoniale che precedeva i pasti in quell’hotel. Ed era l’olio. La famiglia proprietaria dell’hotel produceva con proprie olive e propri frantoi l’olio che poi serviva sulla tavola dei Clienti dell’hotel. Da contenitori a forma di alambicco, veniva servito l’olio nelle oliere e poi lasciato in tavola, perché il Cliente potesse servirsene a volontà.Il Direttore ci spiegò che il cerimoniale intendeva ripercorrere la grande tradizione di ospitalità toscana, quando nelle locande il Cliente si portava da mangiare e il locandiere metteva, appunto, a disposizione l’olio.

Un ricordo di una Cultura di territorio, un ripercorso del passato per ricordare che ciò che mangiamo, il modo in cui lo mangiamo è il risultato di una cultura, è una somma di tradizioni, è qualche cosa che non viene inventato lì per lì, ma fa parte di un dna, di una eredità, di un tesoro da proteggere.Michele, malgrado il filino di olio versato in persona dal Direttore sulla sua sogliola, si guardò bene dal mangiarla. Ma mi rimase sempre impresso quel grande impegno profuso, quella passione indomita, quell’essere sempre presente di quell’impareggiabile Direttore di quel grande Hotel. E anche, la spiegazione, l’olio, l’oliera, il cerimoniale, quella bottiglietta a forma di alambicco e quel significato di cultura che c’era dietro.

Oggi, l’Europa, complice il succube legislatore italiano, toglie dalle tavole le oliere. Aggiunge alle bottiglie non il becco dell’alambicco, ma il tappo anti-rabbocco. Toglie dalle tavole il simbolo di una cultura, un’usanza gentile e simpatica, per sostituirla con un tappo anti-rabbocco.Un giorno vi parlerò di come l’Europa sia riuscita a normare di tutto. Per esempio una carota, per definirsi tale, deve essere compresa fra precisi limiti di lunghezza, altrimenti non può definirsi carota. Da un legislatore con tanto tempo libero, strapagato dai soldi dei cittadini, era lecito aspettarsi che avesse tempo di misurare le carote, per stabilire la carota ideale europea. Possiamo sorriderci sopra, non ce ne importa granchè di quanto sono lunghe le carote.Ma l’oliera, l’olio, i simboli di una Cultura, lasciateli stare: solo le dittature si dimenticano ed anzi oltraggiano i simboli della Cultura.

È che forse, proprio di dittatura, alla fine, si tratta.

L'Autore
Maurizio Monti

Maurizio Monti

editore di TRADERS’ Magazine Italia, presiede il comitato direttivo dell’ Istituto Svizzero della Borsa, trader professionista con circa 30 anni di esperienza nella finanza operativa, dirige una società per lo sviluppo del trading algoritmico


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