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Primo Gennaio 2024: Rinasce un Capitalismo Sano

Lo so. So che molti di Voi mi scriveranno. Molti di Voi, ancora una volta, mi accuseranno di essere il difensore dei pocodibuono. Un nostro Lettore, indignatissimo, arrivò a dirmi: bella rivista la Sua che difende a spada tratta i bancarottieri rifugiati in Svizzera. Risposi a quel Lettore, spiegando le mie ragioni, ma non si degnò di rispondere. Forse è un Lettore perso, questo non posso saperlo.
E così, sono qui di nuovo a difendere i bancarottieri, mettiamola così. Però, non posso fare a meno di esprimere il mio punto di vista totalmente controcorrente rispetto al flow che sta assumendo, a livello mondiale come nella piccola e screditata Italietta, la caccia al presunto evasore e al presunto esportatore di capitali.


Per profonda convinzione e non per convenienza, io difendo a spada tratta la libertà sacrosanta di ogni individuo di fare dei propri capitali ciò che vuole, di portarli dove vuole, di impiegarli, spenderli, accumularli, tesaurizzarli. E’ nella natura dell’uomo proteggere ciò che si ha. L’uomo è sopravvissuto ad un ambiente ostile, è diventato la specie dominante e più intelligente del pianeta perché ha saputo proteggere ciò che aveva, ha imparato ad organizzarsi in comunità organizzate, che avevano come scopo di garantire la base funzionale di protezione del capitale. Per gli uomini della preistoria, era il risultato della caccia, che permetteva al cacciatore e alla sua comunità o famiglia di avere i mezzi di sussistenza per sopravvivere. Proteggere il risultato della caccia era proteggere il capitale necessario alla sopravvivenza: nasconderlo, metterlo al sicuro, sottrarlo agli occhi di chiunque era fondamentale per sopravvivere. Se oggi esistiamo, è perché nel corso dei secoli e dei millenni, l’uomo ha protetto al meglio ciò che aveva e lo ha tramandato, fossero beni materiali piuttosto che know how e conoscenza.

Il 25, 26 e 27 marzo a Milano, all’ Università Bocconi, c’è il Salone del Risparmio, la più importante manifestazione italiana destinata al mondo dell’investment. INVESTORS’, la nostra testata che copre il segmento del risparmio gestito e dell’investment individuale e professionale, collabora con Il Salone per la diffusione al grande Pubblico della manifestazione. Saremo presenti al Salone con un nostro Stand e con le nostre riviste e come tradizione le distribuiremo, come facciamo sempre negli eventi cui tributiamo fiducia ed importanza per la diffusione al nostro Pubblico. Il risparmio è una risorsa fondamentale dell’Italia. Senza il risparmio privato, camera di compensazione del grande buco nero del debito pubblico, l’Italia sarebbe già affondata. E ciò, malgrado gli attacchi micidiali sferrati ai risparmiatori dai governi che si sono succeduti nel corso dei decenni. Il risparmiatore, l’investitore, il trader sono persone che, con orizzonti diversi di impiego del proprio denaro, perseguono un unico obiettivo, genuino, schietto, comune e condiviso: proteggere il proprio capitale, per sé e per la propria famiglia o comunità di appartenenza.

La pretesa dei governi di giustificare la propria corrotta propensione al debito incontrollato attraverso la caccia all’evasore, attraverso il controllo ossessivo dei flussi di capitale, la pretesa dell’Autorità pubblica di guardare nei conti correnti dei cittadini, la pretesa di annientare a livello mondiale il segreto bancario, la pretesa di far passare come normalità naturale atti che sono semplicemente contronatura, a queste pretese noi dobbiamo dare il nome che devono avere: si tratta di atti criminali nei confronti del diritto alla libertà dei cittadini. Si sta gridando all’evasore, perché si vuole far dimenticare la incapacità politica di controllare il debito e la spesa pubblica, la cui espansione o incomprimibilità è basata su criteri autoreferenziali di sussistenza clientelare. Si grida al bancarottiere nascosto in Svizzera perché si vuole nascondere la vera attitudine dei governi, che è quella, appunto, della deriva verso la bancarotta.

Si sta riportando la legge sul falso in bilancio al passato, alla procedibilità d’ufficio, alla minaccia permanente verso chi firma i bilanci. Si vuole considerare criminale il risparmiatore o l’investitore che ha scelto un qualunque Paese estero per diversificare i propri capitali. Si vuole minare la base della civiltà capitalista e del binomio democrazia-capitalismo con un modello basato su un principio di presunta trasparenza, che è semplicemente la violazione contronatura dei diritti elementari di ogni persona. Si grida all’evasore, alla sottrazione della base imponibile: si criminalizza il tabaccaio, l’idraulico, il professionista, l’imprenditore, tutti accomunati dalla presunta propensione a pagare poche tasse o a non pagarne affatto. La loro criminalizzazione suona beffarda rispetto alla colossale sottrazione di base imponibile e di distorsione del mercato creata dalle grandi mafie, dalle grandi organizzazioni del capitale malavitoso. Osservate i valori calcolati dall’Agenzia delle Entrate di presunta sottrazione di base imponibile alla fiscalità, e paragonateli con i dati presunti dei fatturati delle grandi mafie: c’è una sconcertante somiglianza fra i due dati, tanto per far capire dove sta l’origine vera della sottrazione di base imponibile.

Le mafie, quelle vere, stanno sghignazzando, da anni, delle leggi sul riciclaggio e ora sull’autoriciclaggio, sui falsi in bilancio a tutti i costi, sui provvedimenti che promettono di combatterle aumentando le carte, le certificazioni inutili, i controlli fini a se stessi, i contorsionismi burocratici. Le mafie sono le prime beneficiarie del clima di caccia alle streghe, di caccia all’evasore e di compressione continua delle libertà. Più imprenditori, professionisti, cittadini saranno tormentati dallo Stato, più le mafie avranno spazio e modo di agire e allargare il proprio giro d’affari, qualificandosi come l’unica alternativa possibile allo Stato oppressore. Ed è inquietante il pensiero che, forse, quelle norme, quei provvedimenti, e la demenza che li accompagna, siano proprio, all’origine, suggerite allo Stato ed avallate dalle mafie medesime, sempre più presenti e colluse con il potere politico.

Restituire le libertà ai cittadini, che devono tornare ad essere protagonisti e beneficiari della vita politica, è l’obiettivo imprescindibile della nuova era che ci attende. Perché devono passare ancora alcuni anni, prima di arrivare alla inevitabile implosione di questo sistema. Ma una nuova era arriverà, io credo fra una decina d’anni.
Cominciamo a costruirla dandoci poche idee ma chiare sugli assiomi su cui la edificheremo.

Grazie ai Lettori dell'Istituto Svizzero della Borsa per il continuo sostegno !

L'Autore
Maurizio Monti

Maurizio Monti

editore di TRADERS’ Magazine Italia, presiede il comitato direttivo dell’ Istituto Svizzero della Borsa, trader professionista con circa 30 anni di esperienza nella finanza operativa, dirige una società per lo sviluppo del trading algoritmico


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