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Draghi il pifferaio magico

I mercati giovedì 22 hanno atteso immobili, per tutta la mattinata che entrasse in scena il pifferaio italiano della BCE ed intonasse la sua melodia.
E quando, alle 14,30 in punto, ha suonato le prime note, tutti i mercati si sono messi  precipitosamente a correre verso la direzione che l’incantatore di mercati ha indicato.
Non è la prima volta che questo strano fenomeno di ipnosi collettiva si materializza. Anzi è un fatto piuttosto frequente, quando il pifferaio riesce a esprimere il meglio della sua retorica affabulatrice, fatta di bugie, promesse e ostentazione di operosità. Il tutto esclusivamente nell’interesse del sommo bene di Eurolandia.
I mercati giovedì 22 hanno atteso immobili, per tutta la mattinata che entrasse in scena il pifferaio italiano della BCE ed intonasse la sua melodia.
E quando, alle 14,30 in punto, ha suonato le prime note, tutti i mercati si sono messi  precipitosamente a correre verso la direzione che l’incantatore di mercati ha indicato.
Non è la prima volta che questo strano fenomeno di ipnosi collettiva si materializza. Anzi è un fatto piuttosto frequente, quando il pifferaio riesce a esprimere il meglio della sua retorica affabulatrice, fatta di bugie, promesse e ostentazione di operosità. Il tutto esclusivamente nell’interesse del sommo bene di Eurolandia.

Chi non si lascia ipnotizzare e mette in fila le affermazioni fatte dal pifferaio monetario nella conferenza stampa di giovedì constata parecchie ambiguità e contraddizioni. Proviamo ad elencare le premesse esposte da Draghi:

1) L’acquisto di titoli procede bene e senza intoppi e si sta intensificando l’afflusso di risorse alle imprese ed ai privati.

2) La ripresa procede ma il ritmo è ancora moderato e al di sotto delle attese.

3) Si sono materializzate incognite nei paesi emergenti e nei prezzi delle materie prime che comportano rischi al ribasso nella crescita futura e di calo dell’inflazione, che si sta allontanando dagli obiettivi di stabilità desiderati dalla BCE (2% annuo).

Chiunque valutasse quest’analisi della situazione con serenità ed oggettività consterebbe innanzitutto che le misure varate dalla BCE procedono bene ma gli obiettivi che queste misure volevano raggiungere sono stati mancati. Draghi afferma che la colpa non è sua ma degli eventi esterni che hanno rotto le uova nel paniere ad una politica che altrimenti avrebbe fatto miracoli. In realtà l’euro debole, il petrolio e le materie prime a prezzi di saldo, insieme agli interessi a zero sono condizioni talmente favorevoli alla crescita che avrebbero dovuto spingere la ripresa europea assai più di quanto abbiamo visto. Se non è capitato significa che la politica attuata ha fallito e pare una comoda scusa l’affermare che è colpa della sfiga. Se quando le cose vanno male diamo la colpa alla sfiga, siamo tutti capaci a fare i banchieri centrali.

Nelle imprese serie i manager che si pongono degli obiettivi e poi li falliscono miseramente vengono licenziati e sostituiti. Ma la BCE non è un’istituzione seria.
È un centro di smisurato potere gestito da irresponsabili. Infatti è prevista per loro, da precise norme giuridiche, l’immunità totale, che neanche ai Presidenti della Repubblica viene concessa: nessun Tribunale e nessun Parlamento li può chiamare a rendere conto del loro operato, né quando sono in carica, né dopo.

Draghi, come gli altri banchieri centrali, ha intorno a sé l’aura dell’intoccabile. Quel che dice viene preso per oro colato e nessuno si sogna di obiettare.
Veniamo alle soluzioni proposte. Se Draghi avesse l’onestà intellettuale di ammettere il fallimento di quelle politiche si sforzerebbe di trovare altre soluzioni. Invece, dopo aver constatato che la medicina somministrata non ha provocato alcun miglioramento, ha annunciato che si aumenteranno presto (a Dicembre) le dosi della medesima medicina, fregandosene dell’efficacia e degli effetti collaterali.

Perciò a Dicembre verrà varata una o più tra le seguenti misure, allo studio delle “menti raffinatissime” della BCE (mi perdoni la buon’anima del giudice Falcone per aver preso a prestito la definizione che diede dei sui attentatori):

- Estensione del termine del QE oltre il settembre 2016 finora previsto;
- Aumento dell’ammontare di euro stampati mensilmente per acquistare titoli sul mercato, oltre l’attuale quantitativo di 60 miliardi.
- Estensione delle tipologie di strumenti finanziari acquistabili, oltre alle attuali (titoli di stato, obbligazioni ABS e corporate). Mi chiedo se si arriverà a rompere il tabù e si sdoganerà l’acquisto diretto di azioni da parte della BCE, trasformandola di fatto nel più grande fondo Hedge del pianeta.
- Abbassamento del tasso praticato ai depositi delle banche presso la BCE, che ospitano le somme non utilizzate. Attualmente è già negativo (-0,20%).
Su quest’ultima misura il pifferaio ha discettato molto, sostenendo che in seno al board BCE c’era un gruppo di banchieri che avrebbe voluto intervenire fin da subito, dato che altre banche centrali (Svizzera e Danimarca) hanno già portato a -0,75% il tasso, senza apparenti effetti collaterali negativi.

Il problema è che se una misura del genere venisse adottata per un periodo duraturo, verrebbe a distorcere completamente il sistema finanziario nel suo complesso.
Infatti questa misura trascinerebbe al ribasso i rendimenti di tutti gli strumenti obbligazionari a breve e a basso rischio, facendoli diventare negativi o azzerandoli, come già sta succedendo ora che il tasso è a -0,20%. Inoltre tenere i soldi sui conti della BCE verrebbe a costare molto e le banche sarebbero spinte a fermare la raccolta presso le famiglie oppure a farne pagare i costi ai risparmiatori, mediante commissioni o altri balzelli che farebbero diventare molto oneroso avere un conto corrente. Infine le banche verrebbero spinte a trovare impieghi rischiosi per avere un minimo di remunerazione. Insomma: fare la banca tradizionale diventerebbe impossibile. Col margine di interesse azzerato i costi di struttura e del personale non verrebbero coperti ed i bilanci, per andare in utile, necessiterebbero sempre più di proventi da attività speculative o rischiose.

Voglio dirlo senza peli sulla lingua. Nel giro di qualche anno queste politiche sono in grado di distruggere il sistema bancario, gran parte del settore assicurativo, specialmente quello più attivo nel ramo delle polizze vita, molti fondi pensione che attuano politiche di investimento a basso rischio e l’intero comparto dei fondi comuni di investimento monetari ed obbligazionari.
Quando le “menti raffinatissime” se ne accorgeranno, dovranno precipitosamente alzare i tassi e faranno scoppiare le enormi bolle che continuano a gonfiare, sull’obbligazionario e sull’azionario.

Il piffero di Draghi sia direttamente collegato alle bolle speculative lo rivela senza ombra di dubbio il comportamento dei mercati, subito dopo le sue parole.
Hanno capito subito che stava arrivando altra droga speculativa ed immediatamente hanno penalizzato l’euro, che ha perso un paio di figure, precipitando in pochi minuti a 1,11.

Il rendimento del Bund decennale ha perso immediatamente 8 punti base, scendendo a 0,50%, mentre il BTP ne ha persi addirittura 13, arrivando a 1,48%. Stamattina è sceso addirittura a 1,44%, mentre lo spread BTP-Bund è tornato ampiamente sotto i 100 punti base. Per la prima volta nella storia il rendimento del BTP a 2 anni è diventato negativo.

Ci rendiamo conto delle follie che si stanno verificando sui mercati? Si è disposti a pagare per poter prestare denaro per due anni ad un debitore che ha un rapporto debito/PIL al 133% ed un debito di 2.200 miliardi, tecnicamente impossibile da restituire.
Perché si fa? Semplicemente perché si ritiene che per due anni Draghi aumenterà la follia ed i rendimenti scenderanno ancora, diventando ancor più negativi. Poi se ne andrà, magari osannato come il salvatore di Eurolandia ed al suo successore toccherà gestire la devastazione provocata dalle fantasie dell’attuale pifferaio.

Come da copione anche l’azionario è partito a razzo, grazie alle nuove fantastiche opportunità di carry trade gratuito che si materializzano. Sono schizzati tutti gli indici europei e l’entusiasmo ha trascinato al rialzo anche quelli americani.
Infatti, se Draghi farà altre misure accomodanti, come potrà la FED alzare i tassi, spingendo ulteriormente al rialzo il dollaro e penalizzando le imprese americane? Si fa strada a questo punto l’ipotesi di tassi USA azzerati ancora per larga parte del 2016 e magari, addirittura, che Yellen e soci decidano di imitare Draghi varando un QE4.

Il pifferaio italiano ha impresso così un altro giro alla folle giostra delle svalutazioni competitive e della speculazione rialzista, Tutti si trovano costretti a salire per non rimanere indietro, senza guardare i fondamentali, né la situazione macroeconomica.

Che importa se il PIL mondiale è in contrazione e se i profitti che escono dalle trimestrali sono deludenti?

Arriva altra droga sui mercati e si può tentare di spingere l’acceleratore per portare gli indici a far nuovi massimi. Chi se ne frega del lungo periodo. Draghi ha lanciato un messaggio forte e chiaro: “Arricchitevi e brindate! Offro io. E dite all’oste di segnare, che qualcuno poi pagherà il conto.”

Pierluigi Gerbino
www.borsaprof.it